Una risposta a Chiara Geloni

19 Apr
Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo. L’intervento di Chiara Geloni è riportato più in basso.
—————————————————
LA MIA RISPOSTA A CHIARA GELONI.

Gentile signora Geloni,
leggendo il suo sfogo qui sopra mi è venuto da chiedermi se fosse maggiore la sua insensibilità verso gli elettori del Pd o la sua supponenza. Vado per ordine.L’insensibilità. Che lei non abbia immaginato che Rodotà sia non solo conosciuto ma anche stimato dal popolo degli elettori del Pd già la dice lunga. Che guardandoci in faccia (come abbia fatto non lo so, io c’ero al Capranica e ho visto solo la sua nuca mentre svicolava via alla fine) non ci abbia riconosciuti, anche. E non posso che compiacermi del fatto che lei affermi di non averci capito, di non sapere chi siamo. “Non sono una di loro”, dice. Meno male, ne siamo tutti felici noi iscritti, soci fondatori, militanti ed elettori che ci siamo sentiti offesi e traditi da una decisione contraria alle idee, alle lotte, alla coerenza, presa sopra le nostre teste senza alcun discernimento. La prova provata di quella diastasi tra base e vertice che è alla fonte del malessere del Partito democratico (di nome).

La seconda prova della sua insensibilità consiste nel difendere l’accordo sul nome di Marini raggiunto con chi in vent’anni ha devastato l’Italia economicamente, socialmente, politicamente e culturalmente. Non le passa neppure lontanamente per il capo che, se la proposta era gradita da costui, questo solo fatto avrebbe dovuto far squillare l’allarme e far urlare un NO indignato, deciso e granitico, come appunto ha fatto quella base che lei definisce “imbufalita”: ci voleva tanto per immaginarlo? Lei invece si compiace di quella nefanda operazione e non paga, inneggia al metodo “De Mita”, noto patrimonio della sinistra italiana, che consentì l’elezione di Cossiga, il peggiore Presidente che abbia avuto la Repubblica. E insiste: “…senza il centrodestra i numeri non ci sono. Scelta civica non ci sta, e centrosinistra e Cinquestelle, anche volendo, non hanno i numeri per eleggere Rodotà nelle prime votazioni”. Ma dopo il terzo scrutinio (come si pensava nell’ipotesi Marini), i numeri ci sarebbero stati, nevvero?

Ancora. Lei si domanda, a riprova della bontà della sua tesi, come mai Berlusconi abbia accettato Marini, e scrive: “A meno che non scommettesse sul fatto che noi fossimo così IDIOTI da andarci a mettere nei guai da soli. Favore che noi, naturalmente, gli facciamo puntualmente. È razionale tutto questo? Me lo chiedo, davvero”. Infatti. Pare comico ma non lo è e viene da domandarsi, come mi chiedo, cosa ci stia a fare lei nel Pd.

Una parentesi. Lei scrive anche che “il Pd ha fatto quello che dice da settimane, cercare un nome DEL PD che potessero votare anche centro e centrodestra, come prescrive la costituzione per i primi tre turni.” Beh, la informo che la Costituzione (con la C maiuscola, per favore) NON prevede nulla del genere: il comma 3 dell’art. 83 legge: “L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”.
Dov’è scritto che centro e centrodestra siano indispensabili? Senza contare che poi c’è sempre l’art. 67, quello sull’assenza del vincolo di mandato.

La supponenza. Ho una domanda diretta. Meglio il “modo oscuro e un po’ gaglioffo” che ha portato il M5S a proporre Rodotà, coinvolgendo direttamente alcune migliaia di iscritti, o quello di puro vertice che ha condotto a Marini (con tutto il resto detto prima) allo scontro con la base, a far rischiare la spaccatura del Partito, a condurre il Segretario Bersani a una frettolosa quando invereconda marcia indietro e sull’orlo delle dimissioni? Meglio un’apparente consultazione con la base o una decisione presa tra intimi, certamente ignari dei fermenti e delle istanze del proprio elettorato, confermata poi bovinamente da solo 220 grandi elettori della coalizione su 500, cioè il 40%, che maggioranza non è? Sinceramente, mi piacerebbe conoscere i nomi (solo quelli) dei consiglieri di Bersani.

La supponenza la induce perfino a scrivere “È normale che la base del Pd abbia così poca fiducia nei dirigenti del Pd da mettere in dubbio tutta una strategia senza che sia successo niente che faccia pensare che sia cambiata?” Giro la domanda: è normale che il vertice del Pd (con i suoi consiglieri) abbia così poca fiducia del suo elettorato da non interpellarlo e non tenere in nessun conto le migliaia di firme in più appelli spontanei per candidare Rodotà nati ben prima dei recenti fatti? Pare quasi (pare) che lei consideri l’elettorato del Pd una massa confusa di minus habentes, sa?

Infine, c’è il punto circa “Marini è vecchio”, dove, bontà sua, riconosce che il vero senso dell’espressione è “Marini appartiene a un mondo che non c’è più” per controbattere abilmente (così crede) “siamo sicuri che Rodotà sia ‘Gente’? Siamo sicuri che Prodi sia ‘Gente’?” Ecco, credo che la risposta l’abbia avuta. E la decisione di proporre Prodi accolta stamattina con entusiasmo dal popolo del Pd dovrebbe averla convinta, si spera, e indurla a un filino di autocritica.

Ultimo punto, “Non posso votare un democristiano”. Con sua massima sorpresa, opino, sono del tutto d’accordo con lei. E’ ora, e dev’essere ora o mai più, che tutte le vecchie e sorpassate anime del Pd si ricongiungano e si fondano in una sola. E’ quella che i nostri elettori si aspettano, anzi, esigono e prima di loro iscritti e soci fondatori, ai quali mi onoro di appartenere.

Piero Filotico
—————————————————————————————————————————————————————-
Tutti pazzi per Marini

L’HUFFINGTON POST – 18/04/2013 11:24

Ho imparato da anni la regola, e la seguo: quando non ti capiscono è sempre colpa tua. Per cui mi prendo la mia parte di responsabilità (che è molto più piccola di quanto appare, solo che io ci metto sempre la faccia). Tuttavia, siccome sono molte le cose che anch’io non capisco, siccome mi chiedo se siamo tutti impazziti, siccome credo nelle parole al punto da averne fatto il mio mestiere, provo a spiegare anch’io le mie ragioni e i miei pensieri. Se continueremo a non capirci, almeno ci avrò provato. Dopodiché, se non ci capiamo più, vorrà dire che è ora di metterci a fare altro. Naturalmente io per prima.

Le cose che non capisco

L’innamoramento collettivo per Rodotà: mail bombing, social network, telefonate, la contestazione davanti al posto della riunione dei grandi elettori di centrosinistra coi fogli scritti a penna con sopra “Rodotà o non vi voteremo MAI PIU’!” (non era proprio una folla a dire il vero. Ma un po’ di gente c’era). Io li ho guardati in faccia, ieri sera. E pensavo: “Ma che ne sapete voi di chi è Rodotà? Ma citatemi un suo articolo, un concetto del suo pensiero, un merito civile”. Non perché non ce ne siano, ma perché mi risulta difficile pensare che Stefano Rodotà sia una persona così popolare. Non lo sapevo fino a ieri. Lo dico senza volerne sminuire le battaglie civili: non pensavo fosse un’icona pop. Le ho guardate in faccia quelle persone. Non le ho capite, non so chi sono. Non sono una di loro. (Stamani qualcuno dice che sono stati riconosciuti in quella piccola folla elettori e dirigenti di Rivoluzione civile, cioè gente che il Pd non l’ha votato, altro che “non vi voteremo mai più”. Mi limito a registrare il dato, e a suggerire una domanda: siamo sicuri che non ci sia qualcosa di organizzato in tutta questa storia?).

Rodotà stesso: questo giurista nobile e austero, in prima linea in tante battaglie civili, che scrive su Repubblica. NON DICE UNA PAROLA. Viene scelto in un modo oscuro e un po’ gaglioffo, dopo una consultazione fatta non si sa da chi e da quante persone, fuori da ogni procedura democratica. Non si sa quanti hanno votato, non si sa quanti voti ha preso, non è arrivato neanche primo. Grillo lo candida sputando i peggiori insulti contro quello che dovrebbe essere il suo partito (di Rodotà, almeno così si dice), contro le persone del suo partito (sempre di Rodotà), rifiutando anche solo di incontrarsi per discutere con i rappresentanti del suo partito (di Rodotà). A quale idea di democrazia e a quale modello costituzionale corrisponde questa candidatura? E lui, Rodotà, non dice NIENTE. Non ha niente da dire. Neanche che accetta la candidatura, o che non l’accetta. Niente.

L’onda nel Pd: razionalmente, cosa è successo ieri? Berlusconi ha detto sì al nome proposto dal Pd. A un nome DEL PD, a un ex segretario di partito, a uno che ha messo sempre la faccia con noi, a uno che ha spaccato la Dc per non andare con Berlusconi. A uno che ha resistito, nella ridotta dei popolari, a uno che ha costruito la Margherita, a uno che ha fatto nascere il Pd, a uno che ha guidato il senato più litigioso della storia della Repubblica. È il famoso “metodo De Mita” che miracolosamente sembra funzionare, quello che consentirebbe di eleggere il presidente al primo scrutinio, di dare un segnale di vita delle istituzioni nel Vietnam che sta diventando questo paese. Quel metodo in virtù del quale i comunisti di allora (nel senso che allora erano comunisti) votarono non un sindacalista cattolico da sempre in prima linea sul fronte sociale, ma COSSIGA: quello con la Kappa. Non so se mi spiego. Eravamo partiti, due mesi fa, con Berlusconi che diceva se la sinistra vuole andare al governo al Quirinale devo andarci io, o al limite Gianni Letta. Arriviamo a Marini, ok? Io per esempio ancora non ci credo che abbia accettato Marini. A meno che non scommettesse sul fatto che noi fossimo così IDIOTI da andarci a mettere nei guai da soli. Favore che noi, naturalmente, gli facciamo puntualmente. È razionale tutto questo? Me lo chiedo, davvero.

Vi siete messi d’accordo con Berlusconi: veniamo alla colpa del Pd, quella che ha fatto imbufalire la base: su Marini c’è stato un accordo con Berlusconi. Cioè il Pd ha fatto quello che dice da settimane, cercare un nome DEL PD che potessero votare anche centro e centrodestra, come prescrive la costituzione per i primi tre turni. E a chi doveva dire sì Berlusconi, a Fassina? Dove sta lo scandalo? Marini è un garantista, è un moderato, ma nessuno può considerarlo un infiltrato di Berlusconi, come dicevamo. Dice ma avete sempre detto no agli inciuci. E infatti. Il governo non c’entra, non è cambiato niente. Come si fa a pensare che il Pd ora dica di sì a ciò a cui da mesi dice di no? Perché dovrebbe, cosa dovrebbe essere cambiato? È normale che la base del Pd abbia così poca fiducia nei dirigenti del Pd da mettere in dubbio tutta una strategia senza che sia successo niente che faccia pensare che sia cambiata? Perché la condivisione delle scelte istituzionali non ha niente a che vedere con quelle di governo, Bersani l’ha detto anche in cinese, per settimane. Dice ma perché con Berlusconi e non con altri? Perché senza il centrodestra i numeri non ci sono. Scelta civica non ci sta, e centrosinistra e Cinquestelle, anche volendo, non hanno i numeri per eleggere Rodotà nelle prime votazioni.

Marini è vecchio: veramente non è più vecchio di Rodotà, che faceva politica da prima di lui. Lo stesso Romano Prodi non è poi così tanto più giovane. Presidenti tanto giovani poi non ne abbiamo mai avuti, mi pare. Ma vado oltre il dato anagrafico: lo so bene che “Marini è vecchio” significa: “Marini appartiene a un mondo che non c’è più”, quando non: “Marini è Kasta”. Mi chiedo: siamo sicuri che Rodotà sia “Gente”? Siamo sicuri che Romano Prodi sia “Gente”? E mi fermo qui, anche perché non ho niente contro chi ha servito lo stato e quindi giustamente ha e ha avuto ottimi incarichi e una bella pensione.

“Non posso votare un democristiano”: ho lasciato per ultimo l’argomento più doloroso, anche se sono una minoranza, tra quelli che criticano, coloro che lo usano. Mi sono attirata molti insulti per aver risposto su twitter che non permetto a nessuno di dire che Marini non appartiene alla comunità politica del Pd. Con molta semplicità: chi dice questo non solo non si ricorda di aver votato Cossiga, ma non ha la più pallida idea di cosa sia il Pd, della sua storia, della sua identità. Lo dico io, che vengo da una famiglia democristiana e che voterei – e che ho votato – qualunque ex comunista per qualsiasi carica politica e istituzionale. Se prevale questa idea, il Pd è già finito, e onestamente non so se è solo per gli errori del gruppo dirigente.

http://www.huffingtonpost.it/chiara-geloni/tutti-pazzi-per-marini_b_3107104.html

Annunci
ParteCivile

marziani in movimento

PRIGIONI INVISIBILI

Pensate di essere liberi? sbagliato! siete esseri messi in prigioni invisibili (cit.D)

Uguali Amori

Considering the situation, I am reasonably self-possessed

un filo rosso

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

A Roma Si Cambia!

Culture e Competenze per l'Innovazione

nandocan magazine 1

note e proposte di un giornalista

Homo Europeus

L'Europa, la Gran Bretagna, l'Italia, la sinistra e il futuro...

PD MARCONI ROMA11 (ex15)

gli indomabili di Marconi. Zero sconti.

Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

manginobrioches

Il cuore ha più stanze d'un casino

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

Invece Sempre

(Ovvero Federica e basta)

ASPETTATI IL MEGLIO MENTRE TI PREPARI AL PEGGIO

(Cit. del Generale Aung San, leader della indipendenza birmana)

Valigia Blu

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

Internazionale

Riflessioni, commenti, divagazioni di un contemporaneo. E altro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: