Lettera aperta alla signora Bersani

18 Apr

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo.

 

Gentile Signora Bersani,

prima di tutto mi perdoni questa intrusione nel Suo privato, ma non potevo fare altrimenti. E’ da ieri che mi arrovello su una domanda cui solo Lei può rispondere. E’ una domanda semplice, banale, dalla cui risposta dipende molto, certo molto di più di quanto Lei possa immaginare.

Cosa è successo? Cosa è successo a Suo marito? Quali epici sommovimenti possono averlo condotto fino a a tradire le convinzioni (“mai con Berlusconi”) espresse con solennità e (apparente) sincerità fino a poco prima? Cosa mai può averlo indotto ad abbracciare improvvisamente il Caimano e tutto il cumulo dei suoi (del Caimano) carichi pendenti, delle leggi ad personam, di vent’anni spesi a denigrare le istituzioni, a demolire moralmente, economicamente, socialmente, culturalmente, la nostra Italia? Cosa mai può essere successo per aver convinto il segretario del più grande partito italiano a rinnegare una vita per la sinistra, una coerenza che fino a ieri appariva granitica? ? A rimangiarsi sorridendo (mi riferisco alle foto di oggi sottobraccio al segretario del PdL) vent’anni di coraggiosa e strenua opposizione?

Converrà con me, gentile Signora, che non sono interrogativi dappoco e converrà anche, ne sono certo, che elettori e militanti del Partito democratico abbiano diritto a una risposta: risposta che finora Suo marito non pare affatto disposto a fornire. Ecco perché mi rivolgo a Lei: solo Lei può aiutarci, Lei può contribuire  – dando una qualsiasi accettabile spiegazione – a lenire se non altro l’amarezza, la delusione e perfino ad attenuare l’indignazione che in questo momento ci sommergono.

Va da sé che qualora dovesse trattarsi di questioni personali e familiari che hanno scosso e turbato Suo marito fino a condurlo ad un comportamento tanto assurdo e inspiegabile non insisterò e rispetterò il Suo silenzio. Sarà doveroso da parte mia. Mi permetta tuttavia un’ultima domanda: come è rimasta Lei, qual’è stata la Sua reazione quando da Suo marito Le sono state anticipate  (perché lo ha fatto, nevvero?) – le sue intenzioni? Se lo aspettava o è rimasta – come almeno mezza Italia (non solo quella di sinistra, ovvio) – dolorosamente colpita? E aveva forse notato, nei giorni precedenti, qualche segnale premonitore, qualche inquietudine, qualche più o meno latente segno di nervosismo? E non pensa che giunti a questo punto sarebbe quanto meno opportuno invitare suo marito a dare le dimissioni da segretario del Pd tralasciando per qualche tempo gli altri incarichi e prendersi un periodo di riposo?  Trascorso il quale, infine,  non crede Lei che sarebbe meglio per tutti, e prima di tutto per lui, se Suo marito desse un definitivo addio alla vita politica, incluso il seggio in Parlamento?

Gentile Signora non so come ringraziarLa per la pazienza che ha avuto leggendomi fin qui. Ma sono ormai un anziano signore che avrebbe voluto finire i suoi giorni in un Paese rispettabile e rispettato e non intende rassegnarsi: la vita e un inguaribile ottimismo mi hanno insegnato che c’è sempre il tempo e i modi per recuperare. Basta volerlo.

Con la mia viva stima e tutta la solidarietà che Ella merita, mi permetta di inviarLe i miei più cordiali saluti.

Piero Filotico

Socio fondatore del Partito democratico

Membro del coordinamento del circolo Ponte Milvio di Roma

pierofilotico@alice.it

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Una Risposta to “Lettera aperta alla signora Bersani”

  1. clau48 20/04/2013 a 8:13 am #

    ……pare che ti abbia ascoltato almeno per la prima parte, quanto a lasciare il Parlamento, beh e’ un’altra cosa 😉

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I commenti sono chiusi.

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