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14 Apr

Può essere tenue ma è solido, sottile ma tenace. E’ il filo rosso che unisce, alla fin dei conti, tutti noi. Può essere quello delle relazioni, dei sentimenti, dei princìpi. Ed è forse quest’ultimo quello che lega più spesso le persone tra loro, fino a costituire una fitta trama.

Princìpi che hanno ovviamente da essere virtuosi e che una volta condivisi da un gruppo, da una collettività, danno poi luogo a regole e a norme di comportamento, a una morale comune, al senso civico, a quello che più comunemente si chiama ‘il senso del dovere’.

Questo tende ad essere, forse un po’ troppo ambiziosamente,  ‘il filo rosso’: un minimo comun denominatore che parli e ascolti tutti quelli che aspettano e pazientemente resistono, quelli che si ostinano a credere nella buona educazione, all’idea che le istituzioni vadano rispettate e che la legge è davvero uguale per tutti; insomma, una palestra dove possono incontrarsi e dialogare idee e riflessioni, ipotesi e progetti, tutti intesi come un insieme unico.

Il filo rosso’, in conclusione, vuol essere il cemento che unisce coloro che sono consapevoli che in ogni civile convivenza la prima regola di vita, il primo dovere, è il rispetto degli altri.

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